Il razzo più potente mai costruito è tornato a farsi vedere sulla rampa di lancio, ma questa volta i segnali arrivati dai test non sono così lineari come ci si aspettava.
A Starbase, in Texas, SpaceX sta lavorando da settimane per preparare il prossimo volo di Starship, il sistema che dovrebbe portare astronauti sulla Luna e, più avanti, anche su Marte. Il dodicesimo test di volo era atteso già a marzo, ma ora si guarda più realisticamente ai primi di aprile.
Un test importante, ma durato troppo poco
Nei giorni scorsi è andato in scena uno dei passaggi chiave prima del lancio: l’accensione statica del primo stadio, il Super Heavy. Si tratta di una prova a terra in cui i motori vengono avviati senza far decollare il razzo.
Questa volta però qualcosa ha attirato l’attenzione. Il test si è fermato dopo pochi secondi, molto meno rispetto alle procedure standard. Non è arrivata alcuna spiegazione ufficiale, ma quando succede di solito significa che il sistema ha rilevato un’anomalia e ha interrotto tutto per sicurezza.
Non è necessariamente un problema grave, ma non è nemmeno un dettaglio da ignorare.
Tre primati nello stesso test
Al di là della durata, il test ha segnato comunque alcuni passaggi nuovi. È stata la prima volta che SpaceX ha utilizzato il Pad 2 per questo tipo di operazione, una struttura pensata per sostenere il ritmo sempre più intenso dei lanci.
È stato anche il debutto della Starship versione 3 in una prova di questo tipo e, soprattutto, la prima accensione dei nuovi motori Raptor 3 in configurazione completa.
Parliamo di componenti completamente aggiornati, progettati per migliorare efficienza e affidabilità. Ma ogni evoluzione porta con sé una fase di assestamento.
Perché il volo 12 si sta facendo aspettare
L’ultimo volo di Starship risale a ottobre 2025. Un intervallo lungo, se si considera che in precedenza i test erano molto più ravvicinati.
Il motivo è legato proprio alla nuova versione del razzo. Più grande, più complessa, con modifiche profonde che richiedono verifiche aggiuntive.
Non è solo una questione tecnica. Ogni test serve a raccogliere dati, correggere errori e ridurre i rischi quando si passerà alle missioni con equipaggio.
Cosa c’è in gioco davvero
Starship non è un progetto come gli altri. È il veicolo su cui la NASA punta per riportare gli esseri umani sulla Luna con il programma Artemis, a partire dalla missione prevista nel 2028.
In una prima fase sarà una versione modificata della navetta a scendere sulla superficie lunare. Poi, nel lungo periodo, l’obiettivo resta quello più ambizioso: arrivare su Marte.
Ma prima serve qualcosa di molto più semplice, almeno sulla carta. Far funzionare tutto in modo stabile, test dopo test.
Un equilibrio sempre fragile
SpaceX continua a muoversi in equilibrio tra velocità e rischio. Da una parte c’è la pressione per accelerare i tempi, dall’altra la necessità di non sbagliare quando si alza davvero la posta.
Il test interrotto non cambia il quadro generale, ma ricorda quanto sia delicato questo passaggio. Ogni progresso porta con sé qualche incertezza.
E forse è proprio questo il punto. Starship non è ancora pronta, ma è esattamente lì che deve stare: nel mezzo, tra quello che funziona e quello che deve ancora dimostrare di funzionare davvero.




