La nuova stagione crocieristica a Venezia parte con numeri diversi dal passato, meno passeggeri ma più navi di fascia alta, in un tentativo evidente di cambiare il tipo di turismo che arriva in laguna.
L’avvio ufficiale è arrivato con l’approdo della Viking Star a Fusina, segnando l’inizio di una stagione che punta su un modello diverso. Non più grandi volumi, ma qualità e permanenze più lunghe.
Meno persone, ma un turismo diverso
I dati parlano chiaro: nel 2026 si prevedono circa 543mila passeggeri tra Venezia e Chioggia, con un calo del 12% rispetto all’anno precedente.
Una diminuzione che potrebbe sembrare negativa, ma che in realtà segue una strategia precisa. Le navi sono di dimensioni più contenute, spesso sotto i 250 metri, e appartengono al segmento premium e luxury.
Meno passeggeri per nave significa meno impatto immediato sulla città, ma anche un pubblico con abitudini diverse.
Più navi e più compagnie
Nonostante il calo dei numeri, il movimento nei porti resta intenso. Gli scali previsti sono 366, con un numero di navi in aumento: 55 unità, di cui diverse alla prima presenza a Venezia.
Le compagnie coinvolte salgono a 30, segno che l’interesse resta alto, anche se cambia il tipo di offerta.
Tra le novità ci sono operatori come Orient Express Sailing Yachts e Four Seasons Yachts, che portano in mare un’idea di viaggio più vicina all’hotellerie di lusso che alla crociera tradizionale.
Soste più lunghe e città vissuta con altri tempi
Uno degli elementi più rilevanti riguarda la durata delle soste. Circa il 40% delle navi di fascia alta resterà in porto per due o più giorni.
Questo cambia completamente il modo di visitare la città. Non più tappe veloci, ma permanenze che permettono di muoversi anche fuori dai percorsi più affollati.
Il modello dell’home port, cioè con imbarco e sbarco a Venezia, supera il 95% degli scali. Anche questo contribuisce a trattenere i turisti più a lungo.
La destagionalizzazione prende forma
Un altro segnale arriva dalla distribuzione degli arrivi durante l’anno. Sempre più navi scelgono periodi meno affollati, spostando una parte del traffico fuori dall’alta stagione.
Nei mesi tradizionalmente più tranquilli sono previsti oltre 50mila passeggeri, con una crescita significativa rispetto all’anno precedente.
Questo significa una città meno concentrata nei picchi estivi e più attiva durante tutto l’anno.
Un equilibrio ancora da capire
La direzione è chiara: meno quantità, più qualità. Ma resta da capire quanto questo modello riuscirà davvero a cambiare l’impatto del turismo sulla città.
Venezia prova a trovare un equilibrio tra accoglienza e sostenibilità. E lo fa partendo proprio da uno dei suoi simboli più discussi, quello delle crociere.
Il risultato non è ancora definitivo. Ma il cambio di rotta è evidente, e si vedrà soprattutto nei prossimi mesi, quando questa nuova impostazione entrerà nel vivo.




